(riveduto) IL PURGATORIO: se lo conosci, lo eviti.
Il presente studio riporta la dottrina cristiana cattolica sul Purgatorio e a tale scopo viene esclusivamente riportato quanto troviamo nel libro, consigliatissimo, che fornisce una risposta dettagliata alle domande che tutti vorremmo porre alla nostra fede, per comprendere maggiormente gli insegnamenti del nostro Magistero.
Il libro in questione è: “CREDO.
Compendio della fede Cattolica” di S.E. Mons. Athanasius Schneider, edizioni
Fede & Cultura, Verona (prima edizione ottobre 2024).
Quanto riportato, di pertinenza
dell’opera, viene citato virgolettato. Eventuali note sono racchiuse tra
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presente post. Non vi è alcuna finalità di lucro, se non la salvezza di molte
anime. Si consiglia vivamente l’acquisto del libro, se interessati a meglio
comprendere ed approfondire la conoscenza sulla fede cristiano-cattolica.
INIZIAMO.
“I, 832. Che cos’è il Purgatorio? Esso è il luogo
della preparazione finale per il paradiso, dove le anime soffrono ciò che
rimane di ogni punizione dovuta per i loro peccati personali (la pena, n.d.r.)
e vengono purificate di ogni imperfezione residua.”
Per maggior comprensione si riporta: 2Mac 12, 41-46:
41 Perciò tutti, benedicendo Dio, giusto giudice che rende palesi le
cose occulte,
42 si misero a pregare, supplicando che il peccato commesso fosse
pienamente perdonato. Il nobile Giuda esortò tutti a conservarsi senza peccati,
avendo visto con i propri occhi quanto era avvenuto a causa del peccato di
quelli che erano caduti.
43 Poi fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dracme
d'argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio per il
peccato, compiendo così un'azione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero
della risurrezione.
44 Perché, se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero
risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti.
45 Ma se egli pensava alla magnifica ricompensa riservata a coloro che
si addormentano nella morte con sentimenti di pietà,
46 la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire
il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato.
Per maggior comprensione si riporta: 1Cor 3, 11-15:
11 Infatti nessuno può porre un
fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.
12 E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento,
pietre preziose, legno, fieno, paglia,
13 l'opera di ciascuno sarà ben visibile: infatti quel giorno la farà
conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità
dell'opera di ciascuno.
14 Se l'opera, che uno costruì sul fondamento, resisterà, costui ne
riceverà una ricompensa.
15 Ma se l'opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito; tuttavia,
egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco.).
“I, 834.” (sull’intensità e
durata delle pene nel purgatorio: la pena da scontare è proporzionale alla
gravità dei peccati commessi – ricordiamo che il peccato viene perdonato dal
sacramento della riconciliazione o confessione, ma la pena relativa va espiata
o qui sulla terra, oppure nel purgatorio, n.d.r. – e sul termine viene citato
Mt 5,26. Per completezza qui appresso si cita Mt 5,25-26:
25 Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino
con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla
guardia, e tu venga gettato in prigione.
26 In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino
all'ultimo spicciolo!)
“I, 835.” (Sull’intensità della
sofferenza nell’espiazione delle pene nel purgatorio: S. Agostino afferma che
il fuoco in cui sono le anime del purgatorio produce una sofferenza più
dolorosa di qualsiasi altra patibile sulla terra; inoltre, le anime in quel
luogo non possono fare nulla per alleviare tale sofferenza ma, come ricorda S.
Caterina da Genova nel suo “Trattato sul purgatorio”, hanno accesso garantito
al paradiso.)
“I, 836.” (Sull’aiuto delle anime
del purgatorio:) “la Chiesa militante può aiutare la Chiesa purgante: 1)” (con
la preghiera, il digiuno, l’elemosina); “2) attraverso le indulgenze che
possono essere acquisite a sollievo delle anime del purgatorio;” “3)”
(partecipando alla S. Messa) “;4) ricevendo degnamente la santa Comunione.”.
“I, 837.” (Come evitare il
purgatorio: non commettendo volontariamente nemmeno il minimo peccato; espiando
i peccati commessi già qui, sulla terra; compiendo atti di carità perfetta
verso Dio; traendo beneficio, qui sulla terra, delle indulgenze previste da
Santa Madre Chiesa.)
“I, 838.” (Compiere atti eroici
di carità per le anime del purgatorio: compiere opere buone offrendole a Dio a
beneficio delle anime del purgatorio, comprese messe di suffragio per esse,
utilizzando negli atti di carità una qualsiasi formula del tipo) “Mio Dio, metto
nelle Vostre mani e in quelle della Madonna tutte le opere espiatorie che
compirò in vita e quelle che gli altri compiranno per me dopo la mia morte,
affinché servano di suffragio alle anime del purgatorio. Io mi rimetto alla
Vostra misericordia. Amen.»"
“I, 806.” (Ci rammenta che il dogma del purgatorio completa
i novissimi: morte, giudizio, paradiso, inferno. Evidenzio che la dottrina del
purgatorio venne definita dal secondo Concilio di Lione del 1274, poi in quello
di Firenze del 1438 e infine ribadita nel Concilio di Trento, nel 1563. Le
anime del purgatorio sono anime destinate al paradiso, ma devono purificarsi
prima di entrare nella vita eterna con Dio, come anche Ap 21, 27 rammenta,
riferendosi all’ingresso nella Gerusalemme celeste:
27 Non entrerà in essa nulla d'impuro, né chi commette
orrori o falsità, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita
dell'Agnello.).
In fine, nella professione di fede Trentino-Vaticana
pubblicata da Pio IV nel 1564, leggiamo in codesta lunga professione:
“…Parimenti credo che nella Messa viene offerto a Dio un
sacrificio vero, proprio e propiziatorio per i vivi e i defunti, (omissis)”
“…Ritengo senza esitazione che esiste il purgatorio e che le
anime ivi rinchiuse sono aiutate dai suffragi dei fedeli; (omissis)”.
Il Signore misericordioso perdoni i nostri peccati, ci consenta con la Sua grazia di espiare le pene già qui sulla terra e ci
conduca alla vita eterna. Amen.
P.S. Ritengo utile la seguente aggiunta, relativa a Sua Santità Benedetto XVI, Udienza generale del 12 gennaio 2011, incentrata su S. Caterina da Genova:
«Nel suo tempo lo si raffigurava principalmente con il ricorso ad immagini legate allo spazio: si pensava a un certo spazio, dove si troverebbe il purgatorio. In Caterina, invece, il purgatorio non è presentato come un elemento del paesaggio delle viscere della terra: è un fuoco non esteriore, ma interiore. Questo è il purgatorio, un fuoco interiore. La Santa parla del cammino di purificazione dell'anima verso la comunione piena con Dio, partendo dalla propria esperienza di profondo dolore per i peccati commessi, in confronto all'infinito amore di Dio. Abbiamo sentito del momento della conversione, dove Caterina sente improvvisamente la bontà di Dio, la distanza infinita della propria vita da questa bontà e un fuoco bruciante all'interno di se stessa. E questo è il fuoco che purifica, è il fuoco interiore del purgatorio. Anche qui c'è un tratto originale rispetto al pensiero del tempo. Non si parte, infatti, dall'aldilà per raccontare i tormenti del purgatorio - come era in uso a quel tempo e forse ancora oggi - e poi indicare la via per la purificazione o la conversione, ma la nostra Santa parte dall'esperienza propria interiore della sua vita in cammino verso l'eternità. L'anima - dice Caterina - si presenta a Dio ancora legata ai desideri e alla pena che derivano dal peccato, e questo le rende impossibile godere della visione beatifica di Dio. Caterina afferma che Dio è così puro e santo che l'anima con le macchie del peccato non può trovarsi in presenza della divina maestà. E anche noi sentiamo quanto siamo distanti, quanto siamo pieni di tante cose, così da non poter vedere Dio. L'anima è consapevole dell'immenso amore e della perfetta giustizia di Dio e, di conseguenza, soffre per non aver risposto in modo corretto e perfetto a tale amore, e proprio l'amore stesso a Dio diventa fiamma, l'amore stesso la purifica dalle sue scorie di peccato.»

Molto interessante, grazie
RispondiEliminaGrazie per il commento! Ciao!
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