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COME PUOI GUARIRE? Gesù lo insegna

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 Dopo la maledizione del fico Gesù e i dodici ripassano nel luogo dove il giorno precedente Egli aveva maledetto il fico e dopo l’osservazione di Pietro sul fatto che esso sia seccato per via della maledizione, leggiamo: Mc 11, 22-25: E, rispondendo, Gesù disse loro: « Abbiate la fede di Dio . 23 Amen, ve (lo) dico: colui che dicesse a questa montagna "Sollevati e gettati nel mare", e non esitasse nel suo cuore ma credesse che quanto dice accade, ciò sarà per lui . 24 Per questo ve (lo) dico: tutto ciò che pregate e domandate, credete di averlo ricevuto, e ciò sarà per voi. 25 E quando state in piedi pregando, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, affinché anche il Padre vostro che (è) nei cieli vi perdoni le vostre colpe». Il versetto 26, non riportato nella versione CEI 2008, cita: «Ma se voi, non perdonate, neppure il Padre vostro che [è] nei cieli perdonerà le vostre colpe». Tale versetto manca in numerosi manoscritti (ecco perché non è riportato nella ...

Vangelo secondo Marco. Cap. XIII: un problema?

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Come abbiamo già accennato, il genere “Vangelo” è una narrazione di detti e fatti di Gesù non riportati cronologicamente ma secondo un intreccio definito dall’autore il quale, parlando ad una comunità del suo tempo, evidenzia gli insegnamenti di Gesù, Messia e Figlio di Dio, secondo la dottrina che prende corpo nel racconto stesso. Non dimentichiamoci che nel periodo post distruzione del Tempio e di Gerusalemme (70 d.C.), Sadducei e Scribi non espletavano più la loro funzione, per ovvi motivi, e l’eredità della tradizione giudaica si giocava tra i farisei e i seguaci di Gesù (non ancora indicati come “cristiani”). Ognuno dei due gruppi, per distinguerli “macroscopicamente” (vi erano infatti dottrine diverse in entrambe i fronti), arrogava a sé il deposito della vera dottrina. Figli della stessa tradizione giudaica, i futuri rabbini e i cristiani portavano avanti il loro messaggio: gli uni indirizzandolo esclusivamente al popolo ebraico mentre gli altri, lo portavano avanti in “tutte ...

Gv 6,51-58. Catechesi

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  51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". 52 Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?". 53 Gesù disse loro: "In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno". Il brano in oggetto è la dottrina Eucaristica che l’a...

Solennità della S.ma Trinità - Gv 3,16-18

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  Gv 3,16-18 In quel tempo, disse Gesù a Nicodemo: 16 «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17 Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio» . Il colloquio con Nicodemo assume una particolare importanza nella solennità della Santissima Trinità in quanto, ancor più del Sacramento del Battesimo, Gesù evidenzia la generazione dallo Spirito, cioè a quel fondamentale evento salvifico che per la Chiesa delle origini era unito precisamente al sacramento del Battesimo. Perciò l'insegnamento di Gesù a Nicodemo non mira tanto direttamente al Battesimo quanto alla rigenerazione attraverso lo Spirito Santo. Ciò si evince nei versetti 3 e 5 del presente capitolo 3 del IV Vangelo: 3...

Gv 15,12-17

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 Carissimi Fratelli e carissime Sorelle, Il Vangelo di oggi ci insegna una verità fondamentale che certamente ci aiuta nel seguire la strada indicata dal Signore: l'Amore incondizionato per il prossimo. "Amare il prossimo" è già presente nell'Antico Testamento ed è ovvio, in quanto Dio è Amore. Ciò che fa il Signore Gesù è renderlo perfetto con due precise indicazioni:  * il prossimo è chiunque incontriamo lungo la nostra strada, come leggiamo nella parabola del buon Samaritano, l' unico che si ferma a prestar soccorso al ferito, senza badare di dove fosse o a quale religione appartenesse. * il prossimo va amato come Gesù steso ha amato noi: di un amore che non chiede alcuna ricompensa, ma giunge sino al sacrificio di sé. Questo per noi è un monito particolarmente benefico, perché nel tendere la mano al prossimo sofferente, facendolo sentire compreso ed amato, pregando per lui, dandogli da mangiare e da bere, visitandolo negli ospedali e nelle carceri, noi divenia...

Giovanni 14, 15-21: Se mi amate… (Vangelo del 10 maggio 2026) - Esegesi

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  Sia lodato Gesù Cristo. 15. Da questo versetto ha inizio una nuova sezione del discorso d’addio di Gesù, battezzata “esigenza dell'amore” in quanto Gesù richiede esplicitamente l'osservanza dei Suoi comandamenti, ovvero di tutto ciò che ha insegnato: innanzitutto il comandamento dell’amore (così come lo spiega Gesù), se lo si ama . 16-17. Come conseguenza Gesù pregherà il Padre affinché invii lo Spirito Santo , il quale “sarà in voi” per sempre. 18. Gesù ribadisce la Sua seconda venuta . Il senso di questi versetti e dei concetti espressi nei successivi, è che Gesù presso il Padre farà tutto per i discepoli (quindi per tutti noi ) a patto che essi ( noi ) che restino ( restiamo ) uniti a Lui nell'amore e nella fedeltà. Osserviamo che Gesù parla di “un altro Paraclito”, intendendo che Egli stesso lo è stato per loro per tutta la Sua permanenza terrena e, al Suo ritorno al Padre, “l’altro Paraclito” resterà con loro (con noi) e dentro di loro (dentro di noi) pe...

(riveduto) IL PURGATORIO: se lo conosci, lo eviti.

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Il presente studio riporta la dottrina cristiana cattolica sul Purgatorio e a tale scopo viene esclusivamente riportato quanto troviamo nel libro, consigliatissimo, che fornisce una risposta dettagliata alle domande che tutti vorremmo porre alla nostra fede, per comprendere maggiormente gli insegnamenti del nostro Magistero. Il libro in questione è: “CREDO. Compendio della fede Cattolica” di S.E. Mons. Athanasius Schneider, edizioni Fede & Cultura, Verona (prima edizione ottobre 2024). Quanto riportato, di pertinenza dell’opera, viene citato virgolettato. Eventuali note sono racchiuse tra parentesi “()” ed è riportata la relativa fonte. Con “n.d.r.”, nota di redazione, sono riportati eventuali commenti / precisazioni dell’autore di codesto Blog. Altri riporti vengono sintetizzati per motivi di rispetto della legge sui diritti d’autore; in particolare, “…è ancora lecito riportare pezzi di libro (citazioni o riassunti) senza il consenso esplicito dell'autore o dell'ed...