Vangelo secondo Marco. Cap. XIII: un problema?

Come abbiamo già accennato, il genere “Vangelo” è una narrazione di detti e fatti di Gesù non riportati cronologicamente ma secondo un intreccio definito dall’autore il quale, parlando ad una comunità del suo tempo, evidenzia gli insegnamenti di Gesù, Messia e Figlio di Dio, secondo la dottrina che prende corpo nel racconto stesso.

Non dimentichiamoci che nel periodo post distruzione del Tempio e di Gerusalemme (70 d.C.), Sadducei e Scribi non espletavano più la loro funzione, per ovvi motivi, e l’eredità della tradizione giudaica si giocava tra i farisei e i seguaci di Gesù (non ancora indicati come “cristiani”). Ognuno dei due gruppi, per distinguerli “macroscopicamente” (vi erano infatti dottrine diverse in entrambe i fronti), arrogava a sé il deposito della vera dottrina. Figli della stessa tradizione giudaica, i futuri rabbini e i cristiani portavano avanti il loro messaggio: gli uni indirizzandolo esclusivamente al popolo ebraico mentre gli altri, lo portavano avanti in “tutte le nazioni”.

Dopo questa breve premessa, ci accingiamo oggi a parlare del Capitolo XIII del Vangelo secondo Marco.

Come consuetudine, Il presente studio deriva da quanto esposto da Camille Focant nel suo commentario “IL VANGELO SECONDO MARCO” Cittadella Editrice – Assisi (2015).

Marco XIII, costituisce la “cerniera” tra i Capp. 1-12 (la missione di Gesù) e i Capp. 14-16 (passione, morte e resurrezione). Gli esegeti moderni concordano sul fatto che codesto capitolo dia non pochi problemi di interpretazione. Vediamo i motivi:

1.      era stato “bollato” come discorso escatologico / apocalittico del Signore;

2.      quale messaggio Gesù intendeva lasciare ai suoi discepoli?

3.      le fonti cui aveva attinto Marco facevano intravedere stratificazioni diverse;

4.      vi erano varie e diverse suddivisioni del CAP XIII.

Diciamo qualcosa in risposta ai sopra menzionati punti:

1.      Il CAP XII è il discorso di Gesù certamente più lungo in Marco: è un discorso di addio, una sorta di “testamento” del Signore ed è sì un discorso escatologico, ma più parenetico (esortativo / ammonitorio) che apocalittico, in quanto ci sono 13 versetti apocalittici ma ben 20 parenetici. Vediamo i versetti apocalittici (Bibbia CEI 2008):

2 versetti: 7E quando sentirete di guerre e di rumori di guerre, non allarmatevi; deve avvenire, ma non è ancora la fine. 8Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in diversi luoghi e vi saranno carestie: questo è l'inizio dei dolori.

7 versetti: 14Quando vedrete l'abominio della devastazione presente là dove non è lecito - chi legge, comprenda -, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano sui monti, 15chi si trova sulla terrazza non scenda e non entri a prendere qualcosa nella sua casa, 16e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 17In quei giorni guai alle donne incinte e a quelle che allattano!

18Pregate che ciò non accada d'inverno; 19perché quelli saranno giorni di tribolazione, quale non vi è mai stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino ad ora, e mai più vi sarà. 20E se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessuno si salverebbe. Ma, grazie agli eletti che egli si è scelto, ha abbreviato quei giorni.

4 versetti: 24In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, 25 le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. 26Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria27Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.

Totale: 13 versetti.

 

Vediamo ora i versetti parenetici:

2 versetti: 5b"Badate che nessuno v'inganni! 6Molti verranno nel mio nome, dicendo: "Sono io", e trarranno molti in inganno. 

5 versetti: 9Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro. 10Ma prima è necessario che il Vangelo sia proclamato a tutte le nazioni. 11E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. 12Il fratello farà morire il fratello, il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. 13Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

3 versetti: 21Allora, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui; ecco, è là", voi non credeteci; 22perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per ingannare, se possibile, gli eletti. 23Voi, però, fate attenzione! Io vi ho predetto tutto.

10 versetti: 28Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l'estate è vicina. 29Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
30In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. 31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

32Quanto però a quel giorno o a quell'ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre.

33Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. 34È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. 35Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; 36fate in modo che, giungendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. 37Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!".

Totale: 20 versetti.

Per chi volesse verificare, ci sono poi 19 imperativi.

 

2.      Invece di fornire ulteriori segni, il Gesù di Marco insegna ai suoi discepoli, nel Cap. XIII, a stare in guardia e a vivere nell’incertezza riguardo ai tempi che sono e seguiranno. Una sorta di “passione”, dunque, non solo del Signore ma anche della comunità dei discepoli – quindi, più in generale, valida anche per tutti noi. Gesù invita i suoi seguaci ad essere delle “sentinelle”.

3.      La teoria delle fonti ha identificato nel Cap. XIII uno strato ebraico più antico (intorno al 38-40 d.C.), in risposta a ciò che Caligola intendeva fare: costruire una statua di sé che trovasse posto nel Tempio. Codesta tradizione, sarebbe poi stata ritoccata dai primi seguaci di Gesù, per applicarla alla loro situazione dopo la caduta di Gerusalemme (70 d.C.). L’autore identificato con “Marco” (quindi secondo tale teoria Marco scriverebbe dopo il 70 d.C.), avrebbe infine rivisto tale arbitraria interpretazione di quest’ultima tradizione. Dissociando la rovina di Gerusalemme (e del Tempio) dalla parusia (solo il Padre conosce il tempo in cui avverrà il ritorno del Figlio dell’Uomo).

4.      La suddivisione del Cap. XIII che trova il consenso di gran parte degli esegeti, è quella proposta da Jan Lambrecht (1926-2023), celebre presbitero gesuita belga e uno dei massimi studiosi ed esegeti del Nuovo Testamento, qui di seguito riportata:


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