Esegesi Giovanni 10, 1-10
Sia lodato Gesù Cristo.
Il contesto evidenziato dall’evangelista Giovanni è l’inasprimento dei rapporti tra Gesù e i giudei che fanno seguito l’autorivelazione di Gesù, prima come pane di vita (cap. 6) e poi come luce del mondo (cap. 8) e poi la guarigione del cieco nato (cap.9). Dopo questo capitolo 10, in cui Gesù partecipa alla festa della consacrazione del tempio, l’inasprimento dei rapporti arriverà al culmine nel successivo cap. 11.
Nella prima parte di codesta pericope, vv 1-6, abbiamo il cosiddetto “discorso figurato o enigmatico del Pastore e delle sue pecore”:
1 «In verità, in verità vi dico: chi non entra dalla porta nell'ovile, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un predone.
2 Chi invece vi entra dalla porta è pastore delle pecore.
3 Il guardiano della porta gli apre, e le pecore odono la sua voce, ed egli chiama per nome le sue pecore e le porta fuori.
4 Quando ha fatto uscire tutte le sue pecore, cammina innanzi ad esse e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
5 Ma un estraneo non lo seguiranno, ma fuggono via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
6 Queste parole enigmatiche disse loro Gesù, ma quelli non capirono che cosa significassero le parole che aveva detto loro.
Qui abbiamo delle figure care al popolo ebraico: il pastore e le pecore, che vanno difese contro ile ruberie dei malfattori.
Le figure indicate sono: A) il Pastore B) le (sue) pecore C) il guardiano D) i ladri e predoni. Il racconto avviene di mattina; infatti, le pecore vengono ‘portate fuori’. Il significato del guardiano è che più pastori mettevano in comune in uno stesso recinto le proprie pecore: il guardiano apriva la porta solo ai pastori da lui conosciuti e le pecore seguivano il loro pastore, in quanto ne riconoscevano la voce. È un quadro noto di vita pastorale, quindi nulla di strano o di enigmatico.
Ma i problemi sorgono quando si va a ricercare il significato del racconto. Vi è subito un tratto polemico, già nei primi 2 versetti: il pastore entra dalla porta, ma chi entra da un’altra parte è un ladro o un predone.
L’elemento principale del racconto fatto da Gesù è LA PORTA. A seguire, l’altro elemento fondamentale è il Pastore, che è di tipo particolare: “egli le chiama per nome”, significa che tutte sono chiamate con il loro proprio nome, mentre era uso dare il nome solo a qualche pecora particolare, magari più bella, più arzilla o con particolarità fisiche evidenti rispetto alle altre. Questa esagerazione è dettata dal concetto che Gesù vuole enunciare: tutte le pecore hanno uguale importanza per Lui, che le ama tutte.
Al pastore di contrappongono ladri e predoni, evidentemente quelli che vogliono attirare a sé le persone rubandole al vero insegnamento, alla salvezza che solo il Pastore, che ama tutte le sue pecore, può garantire ad esse.
L’altra contrapposizione è tra la porta e un’altra parte, anche qui poli opposti: una sola è l’entrata corretta, l’altra presuppone la mala intenzione di chi la utilizza.
Come vedete il discorso enigmatico, che da una parte non dice nulla di non conosciuto a chi si occupi di pastorizia o comunque a quelli di quel tempo, va scavato un poco più a fondo per comprenderne il significato.
Improvvisamente il ladro o predone viene nominato estraneo e la voce di quest’ultimo farebbe fuggire le pecore.
Poiché gli interlocutori di Gesù sono accecati (Gv 9,39), non possono capire il discorso figurato e dimostrano di non essere tra coloro che fanno parte delle pecore di Gesù e che conoscono la sua voce.
Il modo velato di parlare, da noi conosciuto come ‘similitudine’, in greco è una paroimia.
7 Allora Gesù disse di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore.
8 Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e predoni, ma le pecore non li hanno ascoltati.
9 Io sono la porta; se uno entra attraverso di me sarà salvato; ed entrerà ed uscirà e troverà pascolo.
10 Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare, mandare in rovina; io sono venuto perché abbiano vita, e (l') abbiano in abbondanza».
Poiché l’opposizione è tra pastore e ladri e predoni, al versetto 7 ci saremmo aspettati di trovare Pastore, non PORTA.
Ma Gesù, oltre ad auto rivelarsi come buon Pastore, evidenzia in tal modo che qualunque altra pretesa salvifica è falsa, perché non passa attraverso la PORTA, ma da un’altra via.
Gesù è buon Pastore e PORTA verso il Padre: qualunque ‘altro’ non conduce alla salvezza, ma ad una falsa via che non porta alla Salvezza.
Sia lodato Gesù Cristo.

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