Introduzione Scopo del presente studio è analizzare, secondo il criterio dell’analisi di un testo narrativo, la pericope del Vangelo secondo Matteo cap. 9, versetti dal 35 al 38. Considerazioni esegetiche, concetti e deduzioni, riferimenti etc. ove presenti, saranno riportate senza il virgolettato (a meno di citazioni che lo richiedano espressamente) ma, comunque, indicando il riferimento della relativa fonte nelle note in conclusione allo studio. Il testo biblico utilizzato è basato sulla traduzione CEI 2008. Parallelamente, ove necessario, sarà riportata la traduzione letterale dal testo greco, basandosi sul “NUOVO TESTAMENTO INTERLINEARE” Greco, Latino, Italiano a cura di Piergiorgio Beretta, ed. San Paolo (seconda edizione, 2009), testo greco Nestle-Aland (1993). Quadro sintetico del Vangelo secondo Matteo Il quadro sintetico qui riportato proviene dalla introduzione di Francesco Graziano [1] “La composizione letteraria del Vangelo di Matteo, RBSem 22, Peeters, Leuv...
Leggiamo Mc 12, 35-37. 35 Insegnando nel tempio, Gesù diceva: "Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? 36 Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo: Disse il Signore al mio Signore : Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi . 37 Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?". E la folla numerosa lo ascoltava volentieri. Dall'Interlineare ebraico EDB, Salmi, leggiamo il Salmo 110 (109): 1 Oracolo di YHWH a (il) signore di me: "Siedi - a (la) destra di me, fino a (che io) renda (i) nemici (di) te sgabello di -(i) - piedi di te". YHWH sta parlando al Signore di Davide (il Messia, che avrà lo scettro sulle Nazioni per conto di YHWH). Se il Messia è Signore di Davide, come può essere generato da quest'ultimo? Il Messia e già preesistente a Davide; addirittura è preesistente ad Abramo - vedasi Giovanni 8,58 "Prima che Abramo fosse, IO SONO(1)". Come s...
Marco in breve Marco, originario di Gerusalemme, già compagno di Barnaba (cugino?) e di Paolo, scrive a Roma (più plausibile: in Italia), dopo la catastrofe che ha distrutto la Città santa e profanato il Tempio (altre fonti datano una versione precedente al 70 d.C.). È un sopravvissuto (?) che trasmette le tradizioni più antiche su Gesù. Non è personalmente un testimone oculare di ciò che racconta, ma è stato in contatto con testimoni oculari di cui riferisce le parole. Simon Pietro è uno dei testimoni chiave del suo racconto. Scrive prima di tutti gli altri (Evangelisti, in quanto Paolo scrive certamente prima). Matteo e Luca, e anche Giovanni, conoscono il suo testo. Marco si serve certamente di fonti, orali e probabilmente anche scritte, ma tutti gli sforzi fatti da quasi due secoli per ricostruirle si sono dimostrati piuttosto vani. Il suo testo fino a 16,8 è assai ben conservato e quindi affidabile; oggi non pone grossi problemi di critica testuale. Ciò che segue q...
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